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ALESSANDRA BENEDETTO MEDAGLIA D'ORO |
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E’
Alessandra Benedetto la nuova Campionessa d’Italia di Karate
Universitaria nella categoria di peso 68 kg. L’atleta reggina
iscritta al terzo anno di studi presso la Facoltà di Scienze
Motorie e Sportive dell’Università di Messina, tesserata con la
S.G.S. Fortitudo 1903, allenata dal maestro Riccardo Partinico
nella Palestra del “Parco Caserta” di Reggio Calabria, ha vinto
il titolo di Campionessa d’Italia Universitaria 2010 e si è
aggiudicata anche il diritto di partecipare, con la nazionale
italiana, al 7° Campionato del Mondo Universitario in programma
a Padgoritza (Montenegro) dal 15 al 18 Luglio prossimo. |
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LOS
ANGELES, 31 Marzo 2010. In pochi minuti si è realizzato
l’inimmaginabile. Il Direttore del Dipartimento del The Getty
Villa Museum, Dr. Jens Deahner, con al fianco l’Assistente,
dott.ssa Ambra Spinelli, ha atteso davanti all’Anfiteatro
adiacente l’ingresso del Museo la delegazione di “Karate
Calabria per il Mondo” ed ha subito omaggiato il M° Gerardo
Gemelli ed il Prof. Riccardo Partinico, autore dello studio
"L'Identità Perduta", con il libro di presentazione del Museo,
La Delegazione ha
ricambiato la cortesia donando le copie dei Bronzi di Riace e la
Maschera apotropaica inviata dal Prof. Giuseppe Pellicone,
Presidente dell’Unione delle Federazioni del Mediterraneo di
Karate. Davanti alla statua più contesa del mondo si sono
ritrovati il Direttore con l’Assistente e la Delegazione di
“Karate Calabria per il Mondo”. Centinaia di visitatori e
scolari fermi nel percorso di visita in attesa che il Professore
concludesse la sua relazione. Le domande poste dal Direttore
Deahner al Prof. Partinico hanno trovato risposte esaurienti e
convincenti sotto il profilo teorico, storico e tecnico. Con
l’ausilio di un attrezzo preparato appositamente per la
dimostrazione pratica a conferma della sua ricerca, il docente
reggino ha dimostrato che il “Giovane che si Incorona” è un
Atleta che praticava il Lancio del Giavellotto. Lo studio, che
apre nuove prospettive all’interpretazione del gesto del
“Giovane che si Incorona”, ha interessato il Direttore che ha
subito invitato il Prof. Riccardo Partinico ad esprimere un suo
parere su un Mosaico raffigurante due Lottatori ed ha dato
incarico allo stesso di studiare due statue in bronzo
raffiguranti due giovani Atleti rinvenuti nella Villa dei Papiri
di Ercolano e presenti al Museo Getty in riproduzione. La
memorabile giornata si è conclusa con l’invito ufficiale del M°
Gemelli a ricambiare la visita nella città di Reggio Calabria
per ammirare i Bronzi di Riace nella prospettiva di raggiungere
un altro obiettivo importante di Karate Calabria per il Mondo:
gemellaggio tra il Paul Getty Museum ed il Museo di Reggio
Calabria. |
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Il Prof.
Riccardo Partinico ha "ribattezzato" la statua
custodita nel Villa Museum Getty di Los Angeles "Giovane
Giavellottista Greco" |
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Reggio
Calabria 6 giugno 2010 - Lungomare Falcomatà
GIORNATA
NAZIONALE DELLO SPORT
GIOCHI ANTICHI DEL
MEDITERRANEO
"1° Gran Premio
Bronzi di Riace 2010"
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Destinatari:
Alunni Scuole Secondarie
di 1° grado;
Referente: ASD MEDITERRANEO 1985;
Scadenza iscrizioni: 22 Maggio 2010.
Tutti i diritti
sono riservati. Ai sensi della legge 22 aprile 1941, n°633
art.171, si
diffida chiunque ad utilizzare idee e contenuti del presente
Progetto. |
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OBIETTIVI SOCIALI
- Il
riconoscimento da parte delle Istituzioni Scolastiche, delle
Autorità locali e delle famiglie della valenza culturale,
dell'utilità sociale e dell'efficacia didattica del Progetto. |
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OBIETTIVI PROMOZIONALI
- Aumento
della notorietà dei Bronzi di Riace anche dal punto di vista
scientifico; coinvolgimento di Alunni e Alunne di Scuole
Secondarie di 1° grado della provincia di Reggio Calabria, del territorio
nazionale o di Paesi stranieri che abbiano interesse a
partecipare alla Manifestazione
Sportiva "Giochi Antichi del Mediterraneo";
suscitare curiosità ed interesse in ambito nazionale e
internazionale per favorire l'aumento di visite nella città di Reggio Calabria. |
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OBIETTIVI EDUCATIVI
-
Favorire lo sviluppo
della personalità degli Alunni e delle Alunne attraverso
l'esercitazione costante dei "Giochi Antichi del Mediterrraneo"
inseriti nei programmi di Educazione Fisica delle Scuole
Secondarie di 1° grado della provincia di Reggio Calabria; favorire
la propria identità mediante lo studio della Storia, della
Cultura e degli Sport della Magna Grecia; favorire l'interesse
all'educazione
motoria, all'avviamento allo Sport ed all'educazione alimentare per
il raggiungimento del benessere psico-fisico. |
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OBIETTIVI DIDATTICI
-
Favorire lo sviluppo
degli Schemi Posturali; degli Schemi Motori di Base; delle
Capacità Motorie e delle Capacità Cognitive e Tattiche. |
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PROGRAMMA:
I GIOCHI DI
ATENE;
I GIOCHI DI SPARTA ED I GIOCHI DI REGGIO CALABRIA. |
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I BRONZI DI RIACE
Interpretazione Muscolo-Operativa |
In fisiologia, l’ipertrofia è l’aumento di volume di un muscolo
in seguito ad attività sportive, lavorative o di movimento,
invece, l’ipotrofia è la diminuzione di volume di un muscolo per
sedentarietà. Nello sport, l’ipertrofia e l’ipotrofia dei
muscoli del corpo umano “disegnano” la fisionomia di un Atleta.
Vero è che un sollevatore di pesi presenta una forma muscolare
diversa da un maratoneta ed è anche vero che un lottatore appare
fisicamente diverso da un karateka, pur praticando entrambi
sport di combattimento. Il Docente di Scienze Motorie e
Sportive, attraverso l’osservazione della postura, della
morfologia del sistema muscolare e della somatometria dei
distretti muscolari, può risalire -con poca percentuale di
errore- al tipo di attività sportiva esercitata da un Atleta.
L’analisi scientifica che ho svolto, a partire dalla fine degli
anni ’90, sui Bronzi di Riace mi ha permesso di fornire le
risposte ai seguenti sei quesiti: 1) Perchè le due statue
rappresentavano personaggi eroici realmente vissuti; 2) perchè i
due guerrieri presentavano deformazioni del sistema scheletrico;
3) perchè il “Vecchio” andava a cavallo ed il “Giovane” no; 4)
perché i due guerrieri hanno esercitato attività belliche
differenti; 5) perchè effettuavano la respirazione
diaframmatica; 6) perchè assumevano quella particolare postura
della mano destra. Le due statue rappresentavano due personaggi
eroici realmente vissuti perché lo scultore o gli scultori che
hanno realizzato le due Opere d’Arte hanno copiato, fedelmente,
alcune deformazioni del loro sistema scheletrico: scoliosi e
ipercifosi della colonna vertebrale e varismo del V° dito dei
piedi del “Vecchio”. Duemila e cinquecento anni fa, infatti,
nessuno conosceva questi dismorfismi. Il sovraccarico dell’elmo
(1,500-2,500 kg.), della corazza (12-15 kg); dell’arma impugnata
(2-3 kg) e dello scudo (7-8 kg.) utilizzati dai guerrieri per
eseguire azioni di combattimento hanno determinato alcune
alterazioni strutturali del loro sistema scheletrico. In
particolare, la colonna vertebrale del “Vecchio” presenta una
“classica” scoliosi dorso-lombare e l’appiattimento del tratto
cervicale, mentre i suoi piedi presentano l’allargamento della
zona di appoggio laterale con una leggera riduzione dell'altezza
dell'arcata plantare ed il varismo del V° dito. Il “Giovane”,
invece, presenta una scoliosi dorso-lombare di lieve entità ed
un’accentuata iperlordosi, compensata, solo in parte, da un’ipercifosi
del tratto dorsale. Questi dismorfismi che possono definirsi
“professionali” non diminuiscono la funzionalità, la
potenzialità e neanche l’estetica dei due guerrieri. Le loro
strutture fisiche sono state forgiate proprio dal tipo di
addestramento alla guerra. Dallo studio della fisionomia
muscolare degli arti inferiori e dei muscoli posteriori delle
spalle emergono dati molto interessanti, da cui possiamo
sicuramente dedurre che i Bronzi di Riace hanno esercitato
attività belliche differenti. Gli arti inferiori del “Vecchio”
sono compatibili, per fisionomia, con soggetti che cavalcano.
Infatti, i glutei, gli adduttori ed i muscoli dei polpacci sono
molto definiti ed ipertrofici. Anche la meno accentuata
ipertrofia della muscolatura posteriore delle spalle e del dorso
del “Vecchio”, che appare poco sviluppata, dimostra,
ulteriormente, che questo guerriero trasportava l’elmo, la
corazza, la lancia e lo scudo sul cavallo. Diversamente, il
“Giovane” presenta i piedi ben strutturati, le dita armoniose,
simmetriche e senza alterazioni scheletriche. Inoltre,
l’ipotonia di alcuni muscoli delle cosce, in particolare degli
adduttori, dimostra che questo guerriero non andava a cavallo.
La conferma è data anche da un’accentuata ipertrofia dei muscoli
delle spalle. Tale particolarità fa ritenere che egli utilizzava
continuamente con gli arti superiori attrezzi di peso
consistente. L’uso della corazza che proteggeva il tronco ed il
sovraccarico delle armi utilizzate, che non consentiva di
sollevare agevolmente le spalle, ha indotto i guerrieri, in
addestramento ed in guerra, ad utilizzare la respirazione
diaframmatica. Considerato, infine, che le due statue sono state
realizzate in tempi diversi e che entrambe, per sorreggere la
lancia o il giavellotto, utilizzano una particolare impugnatura
della mano destra, si desume che quella postura delle dita sia
stata una “tecnica bellica”. Infatti, una cinghia di cuoio,
denominata amentum (latino) o ankulè (greco), che
appare anche su raffigurazioni dell’epoca, legata “a cappio”
sulla parte centrale dell’asta, veniva utilizzata dai guerrieri
greci per lanciare l’arma. E’ evidente che con questa
impugnatura la lancia o il giavellotto possono essere adoperati
e mantenuti con una mano e, quindi, trasportati agevolmente per
gli schieramenti dell’esercito, per le parate militari e per
essere lanciati con potenza e precisione.
Riccardo Partinico |
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the Riace Warriors
and Muscle-Operating
interpretation
We’ll never know who they were and where
they came from, but certainly their bodies were shaped by the
Art of the war. Their physical strength is represented by the
lines of their muscles and their posture symbolises glory and
invincibility. Their eyes are magnetic and inscrutable.
In physiology, hypertrophy is the increase in
volume of a muscle due to sports, physical work and movement
activities; on the contrary hypotrophy is the loss of volume of
a muscle as a consequence of sedentariness. In sport,
hypertrophy and hypotrophy of body muscles outline the
physiognomy of an athlete. As a matter of fact a weightlifter’s
muscular shape is different from a marathon runner’s one;
besides, a wrestler is physically different from a karateka even
if both sports are based on fighting. The Physical Education
teacher, through the observation of the posture, the muscle
morphology and the somatometry of the muscular regions is able
to understand with little percentage of error the kind of
activity practiced by an athlete.
The scientific analysis of the Riace Warriors
I have been carrying out since the end of the nineties allows me
to give an answer to the following six questions: 1) Why the
two statues represent real heroic figures of the past 2) why the
two warriors had a distortion of their skeletal structure 3)
Why the “Old Warrior” used to ride and the “Young Warrior”
didn’t 4) why the two warriors practised two different war
activities 5) why they performed a respiration by diaphragm 6)
why they had that particular posture of the right hand.
The two statues represent two real heroic
characters of the past because the sculptor or the sculptors who
made the two Works of Art faithfully copied some distortions of
their skeleton structure: scoliosis and hyperkyphosis of the
backbone and varus of the fifth toe of the Old warrior’s feet.
As a matter of fact, two thousand fifty years
ago nobody knew these distortions. The load of the helmet (1,500
– 2,500 kilos), of the armour (12-15 kilos), of the grasped
weapon (2-3 kilos), and of the shield (7-8 kilos) used by the
warriors to perform fighting actions caused some distortions in
the structure of their skeleton. In particular the backbone of
the Old warrior shows a typical back-lumbar scoliosis and the
flattening of the cervical segment. As for his feet, the part of
the plant which touches the ground is larger than usual with a
slight lowering of the plantar arch and the varus of the little
toe. The “Young warrior”, on the contrary, has a slight
back-lumbar scoliosis and a considerable hyperlordosis partially
counterbalanced by a hyperkyphosis of the dorsal segment. These distortions which can be called
“professional” don’t reduce the functionality, the potentiality
nor the beauty of the two warriors. Their physical structures were shaped by the
typical war training. Interesting issues come out from the study of
the muscle physiognomy of the legs and of the back muscles of
their shoulders. We can certainly assume that the Riace Warriors
performed different war activities. The legs of the “Old
Warrior” are consistent, for their physiognomy, with people who
ride. As a matter of fact, his buttocks, his adductors and the
muscles of his calves are very definite and hypertrophic. Even
the less marked hyperthrophy of the back musculature of the Old
Warrior’s shoulders and back, which is not very developed, shows
that this warrior used to carry a helmet, an armour, a spear
and a shield on his horse. On the contrary the “Young warrior”
has well-structured feet and well-proportioned symmetric toes
without skeleton distortions. Besides, the hypotonia of some
muscles of the thighs, notably of the adductors, shows that this
warrior didn’t use to ride. The confirmation is given by a
marked hyperthrophy of the muscles of the shoulders. This
peculiarity makes us think that he constantly used heavy weapons
with his upper limbs. The use of an armour which protected their
trunk and the excess weight of the weapons used, which didn’t
allow them to raise their shoulders easily, led the two
warriors, during their training and in war, to perform a
respiration by diaphragm. Finally, since the two statues were
made in different times and both use a particular grasp of the
right hand to hold the spear, we can assume that the particular
position of the fingers was a war technique. As a matter of
fact, to throw the spear, Greek warriors used a leather strap
called amentum (Latin) or ankulè (Greek) looped in
the middle of the spear. This detail can also be found in other
works of art of the period. It is clear that, through this
grasp, the spear could be used and held in one hand and easily
carried in the army display, in military parades and could be
thrown with strength and accuracy. |
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Studio del prof. Riccardo Partinico
Giovane Giavellottista Greco
Il giavellotto è l’arma che
l’uomo preistorico ha utilizzato per procurarsi il cibo e per
difendersi. Dopo milioni di anni, i Guerrieri si sono serviti
del giavellotto per scopi bellici e gli Atleti per dimostrare le
proprie abilità fisiche. Un laccio di cuoio, chiamato
Ankulè
dai Greci ed
Amentum
dai Romani, arrotolato nella
parte centrale del giavellotto è stato parte integrante e
sostanziale dell’arma. L’Ankulè, infatti, serviva per migliorare
la presa dell’arma e lanciarla, quindi, con maggiore potenza e
precisione. Documenti ineccepibili sull’esistenza e sull’uso di
tale utensile sono riportati sul Grande Dizionario della Lingua
Italiana (Amento,
sm. Stor. Correggia di cuoio fissato all’impugnatura del
giavellotto per rendere più agevole il lancio),
sull’Enciclopedia Ragionata delle Armi (Amentum,
correggia fissata
all’asta del giavellotto per aumentarne la spinta propulsiva. In
questa correggia si infilavano due dita della mano)
e su alcune raffigurazioni, dipinte su vasi artistici risalenti
al V° secolo a.c.
(Vedi foto). Dopo
aver effettuato per un decennio uno studio su alcune statue in
bronzo del periodo classico, posso affermare che le dita della
mano destra delle Opere d’Arte custodite nel
Getty Museum di Los Angeles,
“Giovane che si incorona”, nel
Museo di Atene,
“Efebo che tiene la testa di Medusa”, e nel
Museo di Lussino (Croazia),
“Apoxyòmenos (colui che si deterge)”, sono impegnate a
trattenere o avvolgere l’Ankulè utilizzato dagli Atleti Greci
per lanciare il giavellotto.
IL
LANCIO DEL GIAVELLOTTO
Le prime notizie storiche sul
Lancio del Giavellotto provengono dall’antica Grecia, più
precisamente, dagli scritti di Senofonte, 776 a.C.. Nonostante
questa tradizione ultra millenaria, nel periodo di rinascita
dello sport moderno la gara acquista ufficialità soltanto alla
quarta edizione delle Olimpiadi (Londra, 1908). I due Record del
Mondo di Lancio del Giavellotto, Maschile e Femminile, sono,
rispettivamente,
98,48 metri
conseguito il 25.05.96 a Jena (Germania) da Jan Zelezny Atleta
della Repubblica Ceca con il giavellotto di 800 gr. di peso e di
72,28 metri
conseguito il 13.09.08 a
Stoccarda (Germania) da Barbora Spotakova Atleta della
Repubblica Ceca, con giavellotto di 600 gr. di peso. L’Atleta
per lanciare il Giavellotto a lunghe distanze deve, attraverso
una complessa catena cinetica, sviluppare forza muscolare e
velocità. I Greci, già nel V° sec. a.c., avevano escogitato un
sistema di leve che aumenta la gittata e la precisione
dell’attrezzo. Un laccio di cuoio denominato Ankulè legato “a
cappio” attorno all’asta del Giavellotto diviene il braccio di
una leva che permette di sfruttare la forza centripeta
sviluppata dalla circonduzione dell’articolazione della spalla
che si trasforma, nel momento del lancio, in forza centrifuga
uguale e contraria a quella prodotta. L’azione motoria inizia
con la rincorsa e termina con il lancio, precisamente con la
flessione prima del polso e successivamente delle due dita,
indice e medio, impegnate a mantenere l’Ankulè.
Quest’applicazione di forza veloce, risulta efficace se sorretta
da una tecnica esecutiva che rispetti i principi della
biomeccanica.La gittata del giavellotto è determinata anche
dall’angolo d’uscita ottimale e dalle condizioni aerodinamiche
dell’attrezzo che influenzano la balistica della traiettoria.
LEGGI DELLA FISICA
Un corpo che muove di moto
circolare uniforme è soggetto alla accelerazione centripeta, che
è sempre diretta verso il centro di rotazione. Su ogni corpo
soggetto ad accelerazione agisce una forza. La forza che agisce
su un corpo che si muove con moto circolare uniforme viene
definita Forza
Centripeta e la
sua direzione coincide in ogni istante con quella
dell’accelerazione centripeta. Quando un corpo si muove lungo
una traiettoria circolare, agisce continuamente su di esso una
spinta rivolta verso l’esterno, che tende ad allontanarlo dal
centro di rotazione. Questa è la Forza Centrifuga, che si
genera per reazione alla forza centripeta, ha la sua stessa
intensità ma verso opposto.
LO STUDIO SULLA STATUA DI LISIPPO
Gli studiosi di Storia
dell’Arte, commettendo un errore di valutazione, hanno
denominato
“Victorius Youth”
(Giovane Vittorioso) o
“Atleta che si Incorona”
la statua
custodita nel Getty Museum di Los Angeles risalente al periodo
Classico ed attribuita all’artista Lisippo. La statua, priva dei
piedi e di una parte delle gambe (circa 20 centimetri), misura
in altezza 151,5 cm. Al termine della mia analisi
interpretativa, posso affermare che il giovane rappresentato
dalla statua trovata nel Mar Adriatico nell’anno 1964 è un
Atleta Greco di età compresa tra i 15 ed i 18 anni che pratica
il lancio del giavellotto. Quindi, non ha vinto nessuna gara,
non si incorona con la mano destra e nella mano sinistra non
trattiene alcuna corona di alloro. Semplicemente, con lo sguardo
rivolto in avanti, sta assumendo la classica postura di chi si
appresta a lanciare il giavellotto munito di Ankulè. Infatti, le
dita della mano destra, indice e medio, sono impegnate a
trattenere l’immancabile laccio di cuoio che veniva arrotolato
dai Greci attorno al giavellotto per migliorare la presa,
imprimere un effetto rotatorio ed aumentare la propulsione e la
precisione dell’attrezzo. La muscolatura dell’Atleta, vista la
giovane età, si presenta poco ipertrofica ed anche la gabbia
toracica è di piccole dimensioni. I muscoli pettorali sono
caratteristici -quanto a forma- a quelli degli adolescenti al
termine dello sviluppo prepuberale. I muscoli degli arti
inferiori appaiono agili ed allenati alla corsa breve e veloce.
Il braccio sinistro leggermente flesso ed abdotto e la mano
sinistra del giovane, che assume lo stesso gesto della mano
destra, dimostrano simmetria ed equilibrio. |
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The lost identity
Javelin is a weapon which prehistoric men used for getting food
and defending theirself. After millions years, warriors used
javelin for war purposes, and Athletes to demonstrate their
athletic skills. A leather string, which the Grecians called
Ankulè and the Latins Mentum, rolled up to the
central part of the javelin, has been an incorporated and
fundamental part of this weapon. In fact, Akulè was
useful to hold this weapon in a more effective way, and then, it
also allowed to throw the javelin with more power and
precision. Irreproachable references about the existence and
the use of this tool, are reported in the Great Dictionary of
Italian Language, kept in the Public Library of Reggio Calabria,
in the Discussed Encyclopedia of Weapon, and in some pictures
painted on artistic pots of the 5th century b.C.
After having studied some bronze statues of the Classical Period
for ten years, I can attest that the fingers of the right hand
of the following statues: Crowing Boy, of the Los Angeles Getty
Museum, Anciterra’s Efebo of the Athens’s Museum, who is
“holding the gel-fish head”; Cleansing Athlete, of the Lussino
Museum (Croatia); are holding or wrapping the Ankulè,
that was a device used by Grecians for throwing the javelin. I
think that Experts of Art History made a considerable mistake
when they called the Getty Museum bronze Statue as the
“Victorious Youth”, or: “Athlete who is self-crowing”. This
statue, which comes from Classical Period, lacking in feet and
part of legs (more or less 20 centimeters), is 151.5 cm tall.
After my interpretative analysis, I can attest that the young
boy represented in the bronze statue, that was found in the
Adriatic sea in the 1964, is a Greek Athlete aged between 15 and
18, who’s practicing javelin. Therefore, he didn’t win any
competition, he isn’t self-crowing, and in the left hand he
isn’t holding any laurel crown. Simply, looking ahead, he’s
assuming the classical position of wrapping javelin, equipped
with Ankulè. In fact, two right hand fingers (index and
middle) are involved in holding the leather string, which was
rolled around the javelin to hold this weapon in a better way,
impressing a circular movement, and improving the propulsion and
precision of the equipment. The athlete's muscles, because of
the young age, seem to be not very developed, and the chest is
small too. Breast muscles are typical, for their shape, of young
boys' at the end of the pre-puberty age. Muscles of legs, seem
to be agile and trained for short and fast running. The left
arm, a few bent, and the left hand of the boy, with the same
gesture of the right hand, show symmetry and balance. |
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NUOVA
PUBBLICAZIONE |
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VIDEO
Bronzi di Riace |
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http://www.youtube.com/watch?v=K4vTdzyXGpU |
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KARATE A REGGIO CALABRIA |
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"Impianto Sportivo Parco Caserta" |
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Riccardo
Partinico, nato a Reggio Calabria il 30.08.1957, Maestro di
Karate FIJLKAM, Cintura Nera 6° Dan; Docente di Educazione
Fisica presso il Convitto Nazionale
"Tommaso Campanella" di Reggio Calabria; Insegnante Tecnico
della S.G.S. Fortitudo 1903, Società Sportiva insignita del Collare d'Oro al Merito Sportivo C.O.N.I..
Onorificenze dello Sport: Palma
di Bronzo al Merito Tecnico C.O.N.I.; Incarichi FIJLKAM Karate
Calabria
Commissario Tecnico Regionale; Pubblicazioni che
riguardano il Karate: Il Progetto Leonardo; L'Albo d'Oro
della Bushido; Trent'anni da Samurai;
Metodo Didattico Karate Games. |
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Video: 4 COLPI DI KARATE
http://www.youtube.com/watch?v=X6gJ8zlEcsI |
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Alessandra
Benedetto, nata a Reggio Calabria il 21.04.1987, Aspirante
Allenatore di Karate FIJLKAM, Cintura Nera 3° Dan e studentessa
presso la Facoltà di Scienze Motorie e Sportive dell'Università
di Messina. Atleta della S.G.S. Fortitudo 1903, Società Sportiva
insignita della Medaglia d'Oro e del Collare d'Oro al Merito
Sportivo C.O.N.I.. La giovane Atleta reggina, allenata dal
Maestro Riccardo Partinico, ha vinto 11 medaglie ai Campionati
Italiani di Kumite, di cui, due d'Oro, una d'Argento e 8 di
Bronzo. Ha partecipato agli Open degli Stati Uniti d'America a
Las Vegas ed ai Campionati Europei per Rappresentative a Novi Sad (Serbia) nel 2007, agli Open di Germania nel 2008 ed ai
Campionati Europei per Rappresentative nel 2009 a Madrid
(Spagna). Per i risultati ottenuti è stata premiata dal C.O.N.I.
e gli è stata conferita l'8 marzo 2009 la "Mimosa d'Argento" quale donna
impegnata nel mondo dello Sport. |
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VIDEO KARATE LAS VEGAS
http://www.youtube.com/watchv=svSAfMn22uk |
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VIDEO "Grillo Godan"
http://www.youtube.com/watch?v=maoz3KTHAs0 |
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